Arborea: la "veneta",

Dolcesardo e spiagge di quarzo bianco

per la 10° Festa delle Etnie

a cura di: Patrizia Renzetti

 

Cultura e tradizione si fondono per un week-end dedicato alla gastronomia e ai prodotti locali. Dal 7 all’ 8 luglio l’evento estivo più goloso della Sardegna avrà come protagonisti formaggi,  prodotti ortofrutticoli, carni e vini della tradizione sarda e non solo.

La festa delle etnie è caratterizzata dalla presenza di tipicità locali differenti che fanno parte del territorio di Arborea da quasi un secolo. Anagraficamente giovane, questa cittadina in provincia di Oristano, è prossima all’anniversario dei 100 anni. Nata infatti nel 1928 quando veneti, friulani, emiliani e sardi di altri paesi dell'isola vennero ad occupare le terre bonificate. Oggi sono sempre loro ad animare il tour gastronomico del 7 e 8 luglio con una carrellata di piatti dolci e salati. Protagonisti della Festa delle Etnie saranno i formaggi di latte vaccino, di cui Arborea è il produttore principale per tutta la Sardegna. Dolcesardo e Provolone verranno  distribuiti sulle tavole e negli stand.

Un'isola nell'isola. È così che viene definita Arborea. Quattromila abitanti per lo più discendenti di quelle famiglie venete che negli anni '30, dopo la massiccia bonifica di questa parte del Campidano, vennero invitati per far rendere quelle terre che fino a qualche tempo prima erano solo un immensa distesa lacustre e dunque non ci si può stupire, se qui, nel cuore del Campidano, a due passi da una delle più belle spiagge della Sardegna, Is Aruttas, quarzo bianco e mare verde smeraldo, sentirete parlare il dialetto veneto. “Tuti a toea, il pranzo xè servio”

Le seadas: una sfoglia sottile con cuore di formaggio e una copertura di miele rappresenterà la Sardegna. Dalla tradizione friulana che negli anni passati è stata influenzata dalla cultura mitteleuropea arriva il pollo fritto: tagliato a pezzi, impanato con latte farina e senape, verrà servito con le patatine. Dal Veneto, dove i piatti più rappresentativi non sono tipicamente estivi, arriva la luganega, un tipo di salsiccia, cucinata  con cipolla e cosce di pollo in umido con polenta. L’Emilia Romagna porta nei piatti la trippa alla parmigiana. Per finire la carrellata ci saranno i bucatini all’amatriciana laziali, conosciuti in tutto il mondo, cucinati come da tradizione con il guanciale. Il Lazio è gemellato con Arborea.
A concludere la rassegna gastronomica saranno i ravioli di ricotta al pomodoro e basilico: il Piatto di Campagna Amica, una portata in cui tutti gli ingredienti primari proverranno solo dalle aziende che rientrano nel progetto della Coldiretti per la promozione del made in Italy e della filiera agricola tutta italiana.

Due giorni da non perdere per i buongustai, ma anche per chi vuole “assaporare” un po’ di relax e tranquillità della campagna arborense.

Da vedere
Stagni di S’Ena Arrubia e di Corru S’Ittiri entrambi Siti di Importanza Comunitaria (SIC) inseriti in Rete Natura 2000 come siti Bioitaly, nonché oasi di protezione faunistica tutelati dalla Convenzione di Ramsar nel 1977 e interdetti all’attività venatoria dal 1978.
Queste bellezze naturalistiche sono incorniciate dalla pineta di Arborea e dal mare
straordinariamente trasparente e pulito. La spiaggia libera di tipo sabbioso è ideale anche per chi soffre di problemi all’apparato respiratorio grazie all’aria ricca di iodio. Non si possono non visitare le praterie di poseidonia oceanica che si depositano nell’arenile dopo ogni mareggiata.

Chi invece non vuole uscire dalla cittadina può passeggiare nei suoi vicoli e ammirare gli stili degli edifici, del tutto diversi da quelli dei paesi e delle città sarde, soprattutto di pianura, i balconi infiorati che diventano anche pittoreschi e quasi bizzarri in questo angolo di pianura bonificata.

Questa rassegna rappresenta un evento unico per la valorizzazione della tradizione e della cultura dei prodotti locali. La manifestazione è organizzata dalla Proloco di Arborea.
Arborea organizza per il 15 luglio la festa del Santo Patrono dove ci saranno le sfilate dei trattori e spettacoli musicali.

La Sagra di sant'Efisio martire è la festa più importante della città di Cagliari; ogni anno si svolge il 1º maggio e vede coinvolta tutta la Sardegna. Da Cagliari la statua del santo si dirige verso Pula passando attraverso Sarroch e Villa San Pietro. Da Pula viene poi condotta a Nora dove si trova l'antica chiesa che prende nome del Santo poiché vi si trovano le sue reliquie. Dopo due giorni di preghiere la Statua riparte alla volta di Cagliari accompagnata in processione dai fedeli Nel 1656, dopo la terribile ondata di peste che sconvolse la città di Cagliari, la cerimonia in onore del santo assunse i fasti che a tutt'oggi si possono osservare. Dopo la peste i consiglieri cagliaritani legarono la città al voto perpetuo di celebrare annualmente sant'Efisio per ringraziarlo della salute ritrovata, e fu scelto il mese di maggio proprio perché simbolo di rigenerazione della natura.

Narra Enrico Costa, nella sua celebre Storia di Sassari, che la manifestazione ebbe origine nel 1711, sul finire della dominazione spagnola, quando il Consiglio comunale della città deliberò di “far cavalcata” in onore di Filippo V.

Alla sfilata partecipò “toda la noblesa y los matricolados”, tutta la Sassari d’allora rese omaggio al Re di Spagna mostrando orgogliosamente il proprio patrimonio di tradizioni popolari e la bellezza della sua gioventù in costume.

Il 20 aprile 1899 si celebrò la Cavalcata sarda forse più famosa della storia, in onore del Re d’Italia Umberto I e di sua moglie la regina Margherita di Savoia, venuti a Sassari per l'inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele II che Giuseppe Sartorio aveva innalzato al centro della Piazza d'Italia. “L’Illustrazione Italiana”, uno dei più importanti periodici del tempo, la definì la “Festa della bellezza”: bellezza della regina, dei cavalieri, delle donne sarde e dei loro sgargianti costumi tradizionali.
Era la prima Cavalcata in grande stile: parteciparono seicento cavalli, provenienti prevalentemente dai comuni della Sardegna centro-settentrionale.

Nel 1929 si festeggiò la visita a Sassari di Vittorio Emanuele III e della regina Elena, mentre nel 1939 si celebrò l'ultima cavalcata per i reali, in onore del principe ereditario Umberto di Savoia e di sua moglie Maria José.
Dopo molte edizioni offerte tradizionalmente a principi, regnanti e ospiti illustri, dagli anni ‘50 la Cavalcata assunse un carattere prettamente turistico, diventando un appuntamento fisso con il folclore.

Nel 1951 la Cavalcata venne organizzata per dare il benvenuto agli ospiti del Congresso Nazionale del Rotary, questa volta organizzata dal EPT (Ente Provinciale del Turismo), dal Comune di Sassari, dalla Provincia e dalla Regione Sardegna con gruppi provenienti principalmente da Sassari e Nuoro. Da allora ci fu un'edizione ogni anno, tranne nel 1982 quando se ne organizzarono addirittura due, una delle quali in onore di Sandro Pertini, l’allora Presidente della Repubblica.


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