Alessio Serra

 


Crystal Season è un romanzo fantasy dai canoni non convenzionali, in quanto la magia e la scelta delle tipiche razze del genere sono state accantonate in favore di un'analisi introspettiva dei personaggi principali, delle emozioni e dei sentimenti. La storia narra di un gruppo di giovani avventurieri che si incontrano per caso o per volere del destino (quest'ultimo sarà un elemento di discussione durante le vicende) il cui scopo personale andrà a convergere in un'unica direzione, ossia aiutare due personaggi della compagnia a liberarsi da una maledizione per opera di un antico demone.

Cari amici,
attraverso un amico ho scoperto, l'allegato video rintracciabile su YouTube. Si tratta di un video, meglio del video di un "audiolibro", di Michela Murgia, scrittrice sarda, abbastanza nota almeno qui nella nostra Isola
(ma anche in "continente"). Il titolo è "Altre Madri".
Parla della madri sarde, madri vissute in qualsiasi epoca, in qualsiasi tempo, ma madri sarde, madri eterne, madri mediterranee!!
Il dramma della bambina che diventa donna, il dramma del parto, la forza della femminilità  e la potenza della maternità.
C'è, nel video,  qualche traccia  (per la verità lievissima)  del sentimento politico-antropologico della Murgia, che  -però-  nulla ha a che vedere con organizzazioni politiche di sorta.
Ho trovato il video-racconto fantastico, direi sublime, pieno di poesia e di lotta al perbenismo ed ai luoghi comuni.  Cose,  queste ultime, che i Sardi,  almeno così è per me,  hanno sempre cercato di combattere.
                                                               Lelle IW0UQC

 

 

Michela Murgia

VINCITRICE DEL PREMIO CAMPIELLO

(06 Settembre 2010)

con l'opera "ACCABADORA"

 

Espressioni di

 
GIOVANNI GIOI


I3GGU

e il legame con il suo paese natale
DESULO


E' un tesoro prezioso che Dio ci ha dato.
E' un legame d'amore che ci unisce e ci rende più forti e sereni.
E' un donarci senza riserve con lealtà, intuizione, umiltà e bontà.
E' un sentimento umanoche illumina di gioia la vita, che ci completa.
E' darsi la mano e camminare sulla strada che conduce a Dio.

                                  Giovanni

DESULO il fascino discreto della montagna.

 

DESULO fa parte a pieno titolo del Parco naturale del Gennargentu.

Nel suo vasto territorio sono presenti numerose essenze vegetali di particolare interesse: imponenti tassi secolari, querce di dimensioni giganti, agrifogli, ginepri e una diffusione ragguardevole di castagni. Tra gli arbusti sono facilmente riconoscibili il corbezzolo con le caratteristiche bacche gialle e rosse(colori che vengono ripresi dal costume femminile tradizionale ancora in uso), il timo dal profumo molto intenso, l'erica e la rosa selvatica. Nella stagione primaverile si possono ammirare i colori della digitale, della genziana e della peonia (chiamata da queste parti la rosa del Gennargentu). Situato a 886 metri sul livello del mare alle falde nord occidentali del Gennargentu, fa parte della comunità montana Barbagia-Mandrolisai. Del più antico passato del suo territorio resta il nuraghe Ura 'e Sole, che vanta l'altitudine maggiore tra quelli conosciuti: 1330 metri.

L'attuale abitato, con cica 3.000 abitanti, è di origine medioevale ed è dovuto all'unione di tre diversi agglomerati, Asuai, Issirìa e Ovolaccio, nati separati per adeguarsi alla natura impervia del territorio lungo la strada che conduce dai territori di Aritzo e Tonara verso Fonni. La primitiva vocazione degli abitanti era agro- pastorale, integrata da attività artigianali, in particolare l'intaglio del legno, i cui prodotti venivano venduti dagli ambulanti locali in tutta l'isola. Secondo la leggenda i colori del costume di Desulo sarebbero un esplicito riferimento delle tre regioni barbaricine (di Ollolai, di Belvì, di Seùlo), simboleggiate nei colori rosso, blu e giallo che compongono l'elegante costume femminile. Occasioni favorevoli per ammirare la bellezza di questi costumi multicolori e ricchi di preziosi ricami sono le processioni della Domenica delle palme e della Domenica del Corpus Domini. L'abito tradizionale è composto da diversi elementi: su cucuddu (cuffia di panno rosso finemente ricamata), su mucadore (fazzoletto ricamato con rose colorate), sa camisa (camicia di mussolina bianca), is palettas (busto di seta ricamato), su cippone (giacca con ricami semplici), sa camisedda (gonna di orbace rosso), su saucciu (grembiule di orbace rosso ricamato, con richiami di nastri azzurri).


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